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Articoli sulla religione degli ebrei cristiani
4 ottobre 2016
Rosh ha-shanah 5777 (3-4 ottobre 2016)
La festività di Rosh ha-shanah o capo d'anno ebraico per l'anno ebraico 5777 (2016-2017) verrà celebrata i 3 e 4 ottobre 2016 (1° e 2° giorno), vigilia il 2 ottobre. Alle origini della ricorrenza Rosh ha-shanah è la festività che celebra il capodanno ebraico. E’ chiamata anche Yom teru’ah, “giorno del suono”, Yom ha-din, “giorno del giudizio” e Yom ha-zikkaron, “giorno del ricordo”. La ricorrenza non è legata ad alcun fatto storico relativo al popolo d’Israele, ma vuol ricordare la creazione del mondo; è, in altre parole, il giorno del “compleanno” della Terra. Una data quindi di importanza universale in quanto, riallacciandosi al giorno in cui furono creati il primo uomo e la prima donna, mette in luce che l’intera umanità, discendente tutta dalla prima coppia, gode di pari diritti e dignità in quanto ogni uomo è figlio di Dio. Nella Torah, non è usato il termine Rosh ha-shanah, bensì quello di Yom teru’ah, “giorno del suono” (dello shofar): nella sinagoga, infatti, il giorno di Rosh ha-shanah lo shofar viene ripetutamente suonato perché, secondo una tradizione, l’ultimo giorno della creazione Dio manifestò la sua gioia e la sua vicinanza all’uomo creato “a immagine divina”, proprio con il suono dello shofar. In questa prospettiva, il giorno di Capodanno e il periodo immediatamente seguente (periodo, in cui, secondo l’ebraismo, Dio giudica ogni singolo individuo a qualunque popolo appartenga) diviene avvenimento che coinvolge i membri dell’intera umanità. Ma è anche un giorno che riguarda personalmente ogni individuo perché ognuno di noi ha una personalità a sé stante, con i propri problemi personali, familiari, di lavoro e di salute: problemi che lo spingono a levare gli occhi verso Dio per chiedergli aiuto e conforto, per trovare in lui la forza di continuare, di migliorare, di scegliere la giusta strada. Il suono dello shofar che echeggia in questo mondo così tecnologicamente avanzato, ma in cui purtroppo l’odio e l’aggressività sono tutt’altro che scomparsi, in cui gli Stati continuano a intraprendere guerre, e ognuno cerca il proprio profitto chiudendosi in piccoli egoismi, ha espressamente lo scopo di richiamare l’attenzione di ognuno di noi su alcune domande fondamentali: “Chi sei? Perché? Che cosa stai facendo della tua vita?”. Per questa ragione il Capodanno ebraico è avvolto da un’atmosfera di santità, di gioia serena, di rinnovamento e di rafforzamento dei legami che uniscono gli uomini a Dio. E’ il giorno in cui l’uomo comincia a fare un esame di coscienza per giudicare se stesso, il proprio comportamento durante l’anno trascorso, gli errori commessi, le tentazioni alle quali non ha resistito. E in base a tale giudizio, prende l’impegno di cambiare, di rafforzare le giuste decisioni, di eliminare gli errori per quanto gli sarà possibile. L’errore è infatti una componente umana; le difficoltà che la vita ci prospetta ogni giorno, ci pongono dinanzi a continue scelte, a inevitabili dubbi, a insistenti tentazioni: la santità perfetta è qualità che solo Dio possiede. Ma l’uomo è perfettibile: ed è questo che si propone ogni ebreo nel solenne giorno in cui ha iniziato un nuovo anno, in cui ogni essere umano può compiere una svolta decisiva ed iniziare un nuovo percorso. Senza eccedere né nell’auto-compassione, né nell’autocondanna che raramente raggiungono risultati positivi, ognuno può imporre a se stesso, con la propria forza di volontà, di uscire dal tunnel oscuro del peccato, nella sicurezza che Dio misericordioso è sempre pronto a tendere una mano agli uomini disposti ad affrontare, animati da nuova speranza e da trepida gioia, il prossimo futuro: perché “le porte del perdono sono sempre aperte” e “dal cielo porgono una mano a chi viene a purificarsi”. Ma, come si diceva, il giorno di Rosh ha-shanah è il giorno in cui anche Dio prende in esame e giudica il comportamento di ogni uomo, le sue opere, i suoi pensieri, i suoi rapporti con il prossimo, il suo pentimento, per decidere del suo destino nell’anno a venire: decisione che assumerà il suo carattere definitivo il giorno di Kippur, sulla base del pentimento dimostrato e dell’impegno assunto durante i giorni penitenziali. Ma non per paura del castigo, bensì per amore verso Dio, verso la sua opera, verso le sue creature, ci si può avvicinare all’ideale propugnato dall’ebraismo sin dalle sue premesse: riportare sulla terra l’era della pace, meritando così il ritorno alla perfetta pace del Gan Eden! Rosh ha-shanah è anche la festa della speranza. (1) Lo shofar Si tratta di un corno d’animale (normalmente di capro, a memoria dell’animale sacrificato da Abramo al posto di Isacco) adibito a strumento musicale, che ha la sua parte in molti momenti di riti, soprattutto a Rosh ha-shanah e a Kippur. (2) Il suono dello shofar è un suono ricorrente in tutta la storia ebraica e rappresenta la speranza e la fiducia. Al suono dello shofar, che echeggiava solennemente sul monte Sinai, furono consegnati a Mosè il Decalogo e la Torah. Quando Mosè salì la seconda volta sul monte Sinai per ricevere nuovamente le tavole che aveva spezzato alla vista del vitello d’oro, diede ordine che ogni giorno venisse suonato lo shofar perché il suo suono ammonitore impedisse al popolo di lasciarsi nuovamente fuorviare dal culto pagano. Lo shofar viene oggi suonato nella sinagoga in tre modi diversi: teru’ah (suono staccato e martellante), shevarim (tre brevi emissioni di suoni), teqi’ah (un lungo suono ininterrotto). L’anno del Giubileo aveva inizio nel giorno di Kippur, al termine dei dieci giorni penitenziali ed era annunciato con il suono dello shofar. Era l’anno in cui agli “schiavi” veniva restituita la libertà e in cui le terre che, per un qualsiasi motivo, fossero state vendute durante gli anni precedenti, ritornavano agli antichi proprietari: saggia legge sociale che impediva l’eccessivo arricchimento da una parte, la condanna dell’eterna misera dall’altra. Al suono dello shofar il Signore annuncerà la completa redenzione del suo popolo: “in quel giorno verrà suonato un grande shofar e coloro che erano dispersi nel paese di Assiria, e quelli che erano dispersi nel paese d’Egitto, verranno e si prosterneranno sul monte santo, a Gerusalemme” (Is 27, 13). E’ in base a questa profezia che nella ‘amidah, preghiera che recita tre volte al giorno, si chiede a Dio: “Suona il tuo grande shofar per annunciare la nostra liberazione, e riuniscici dai quattro angoli della terra nella nostra terra”. Secondo alcune tradizioni lo shofar rappresenta inoltre la fiducia nella risurrezione dei morti che sarà anch’essa accompagnata dal suono di questo strumento. E infine anche la redenzione dell’intera umanità, l’Era messianica, secondo la tradizione ebraica sarà annunciata dal suono dello Shofar (cf Is. 18, 3). (1) Usi e tradizioni Tashlikh: “Tu getterai” Nel pomeriggio di Rosh ha-shanah è uso recarsi presso un fiume o al mare, o comunque in un luogo ove ci sia dell’acqua corrente, per gettarvi simbolicamente qualcosa di vecchio, recitando i versi del profeta Michea: “Perché Tu, Dio, getterai nel mare più profondo le nostre colpe” (Mic 7, 19). Tale cerimonia si chiama Tashlikh. Ovviamente, come tutti gli usi entrati nella tradizione di ogni popolo, tale cerimonia non deve essere considerata una specie di superstiziosa liberazione da ogni peccato, ma deve essere interpretata nel suo significato simbolico di impegno personale a rigettare ogni cattivo comportamento. A tavola: il seder di Rosh ha-shanah La sera di Rosh ha-shanah la tavola ha un aspetto particolarmente festoso e colorato. Dopo la consacrazione della solenne ricorrenza con il Kiddush, la challah, il pane preparato appositamente per la festa, oltre che nel sale viene intinta nel miele perché “ci conceda il Signore un anno dolce e piacevole”. Inoltre la sua forma non è allungata, ma rotonda, perché l’anno sia privo di spigoli. Si prepara poi una fruttiera piena di mele e di melograni: le mele vengono intinte nel miele e mangiate dopo il pane, quasi da raddoppiare l’augurio di un anno dolce. In quanto ai melograni, essi non solo rappresentano una primizia di stagione (e ciò è di buon auspicio per l’anno nuovo e permette di aggiungere alla benedizione di ringraziamento a Dio quella delle primizie), ma vengono divisi tra i commensali, i quali si augurano che durante il nuovo anno le buone azioni si moltiplichino come i semi di un melograno. In molte comunità si usa terminare la cena con un dolce fatto col miele. I vari piatti che sono mangiati durante la cena di Rosh ha-shanah sono generalmente composti da: fichi, mela, zucca, finochio, fagiolini, porri, bietola, datteri, melograno, testa d’agnello e di pesce. In sinagoga A Rosh ha-shanah, come anche a Kippur, in sinagoga domina il colore bianco. Bianca è la tenda che copre il luogo ove sono contenuti i rotoli della Torah, bianche sono le “vesti” che coprono i rotoli stessi. Anche coloro che partecipano alla funzione usano indossare un indumento bianco o aggiungere qualche accessorio bianco agli abiti di festa, in quanto il bianco è simbolo di purezza. Numerosi sono gli inni, i salmi e i canti che si recitano in sinagoga in occasione di Rosh ha-shanah. (1) Fonti: (1) Clara ed Elia Kopciowski “Le pietre del tempo, il popolo ebraico e le sue feste” ; (2) Elena Loewenthal “Gli ebrei questi sconosciuti” http://www.comunitaebraicabologna.it/it/?option=com_content&view=article&id=627

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CULTURA
18 settembre 2009
SHANA TOVA 5770 !!! AUGURI DI BUON ANNO 5770 !!!
 
Festività di Rosh ha-shanah 5770 (19-20 settembre 2009)
 

SHANA TOVA 5770 !!!
AUGURI DI BUON ANNO 5770 !!!


 
 
 
 
Cultura ebraica: il mese di Tishrì PDF Stampa E-mail

Festività di Rosh Ha-shanah, Yom Kippur, Sukkoth, Shemini Atzereth e Simchath Torah

Il mese di Tishrì (...) è un mese denso di avvenimenti.
I primi due giorni cadde la riccorenza di Rosh Ha-shanah, capodanno ebraico.
Il decimo giorno cadde la ricorenza di Yom Kippur, giorno di riflessione, di penitenza e di richiesta di perdono a Dio per gli errori commessi durante l’anno.
Poi dal quindicesimo giorno del mese, si succedono le feste di Sukkoth, di Shemini Atzereth e di Simchath Torah, festività di gioia e la riconferma dell’impegno a studiare ed ad osservare la Torah.

L’inizio di un nuovo anno impegna ogni ebreo a meditare su quanto ha compiuto in passato, e su quanto intende compiere nell’anno, che sta per iniziare. Una meditazione densa di significato, che abbraccia tutti i sentimenti dell’uomo, e lo impegna al miglioramento e alla ricerca della purificazione in un’atmosfera di particolare santità; ma, in vista dell’anno nuovo, prende in considerazione anche il suo bisogno di essere felice e di gioire dei doni di Dio gli ha concesso.

Rosh ha-shanah e Kippur sono due momenti di grande solennità perché ci invitano ad arrestare per un momento il nostro affannoso cammino quotidiano, per riflettere sulla strada che stiamo percorrendo. (…)
Penitenza, espiazione, purificazione e perdono sono i quattro semi che piantiamo nel nostro cuore fra Rosh ha-shanah e Kippur (sono 10 giorni chiamati i 10 giorni di penitenza) perché durante l’anno diamo i loro frutti.

Fonte: Clara e Elia Kopciowski, “le pietre del tempo, il popolo ebraico e le sue feste”.
 
 
Il calendario ebraico PDF Stampa E-mail

Il calendario si riferisce alla creazione del mondo, in 3760 prima dell’era cristiana, secondo la tradizione ebraica. L’anno 2008 dell’era cristiana corrisponde all’anno 5768 del calendario ebraico.

Il calendario ebraico ha una base sia lunare sia solare. Segue un anno lunare di dodici mesi di cui ognuno conta 29 o 30 giorni (ossia 354 giorni). Ma siccome le festività ebraiche seguono le stagioni agricole dell’anno solare (ossia 365 giorni) e devono cadere nella stagione giusta, bisogna colmare la differenza di undici giorni tra l’anno lunare e l’anno solare. Si aggiunge quindi un tredicesimo mese sette volte ogni diciannove anni. I dodici mesi del calendario ebraico portano i nomi di origine babilonese: Nissan, Iyar, Sivan, Tammuz, Av, Elul, Tishrì, Cheshvan, Kislev, Tevet, Shevat, Adar. Adar Sheni è il tredicesimo mese che è aggiunto.


Una giornata comincia al tramonto e si finisce il giorno all’uscita delle prime tre stelle. Lo Shabbat (settimo giorno) comincia il venerdì sera e termina il sabato sera. Tutte le feste cominciano al tramonto.

 
 
 
 
Il calendario delle festività ebraiche 5770 (2009-2010) PDF Stampa E-mail

ROSH HA SHANA’ (19 e 20 settembre 2009; vigilia 18 settembre)
DIGIUNO DI GHEDALIA’ (21 settembre 2009)
YOM KIPPUR (28 settembre 2009, vigilia 27 settembre)

SUCCOT (dal 3 al 10 ottobre 2009)
OSHAANA RABBA' (9 ottobre 2009)

SHEMINI’ ATZERET (10 ottobre 2009)
SIMCHAT TORA’ (11 ottobre 2009)
CHANNUCCA’ (dal 12 al 19 dicembre 2009)
DIGIUNO DEL 10 DI TEVETH (27 dicembre 2009)

ROSH HASHANA’ LAILANOT (TU BISHVAT) (30 gennaio 2010)
DIGIUNO DI ESTER (25 febbraio 2010)
PURIM (28 febbraio 2010)
DIGIUNO DEI PRIMOGENITI (29 marzo 2010)
PESACH (dal 30 marzo al 6 aprile 2010)
YOM HA SHOAH (12 aprile 2010)

YOM HA ZIKARON (19 aprile 2010)
YOM HA ATZMAUT (20 aprile 2010)
LAG BAOMER (2 maggio 2010)
YOM YERUSHALAIM (12 maggio 2010)
SHAVUOTH (19-20 maggio 2010)
DIGIUNO DEL 17 TAMUZ (29 giugno 2010)
TISH’ A’ BE AV (20 luglio 2010, vigilia 19 luglio)
ROSH CHODESH ELUL (11 agosto 2010)

ROSH HA SHANA’
VIGILIA VENERDI 18 SETTEMBRE
Selichot ore 05.30
Accensione lumi ore 19.00
Minchà e Arvith ore 19.00
I GIORNO SABATO 19 SETTEMBRE
Schachrit e Musaf ore 08.30
Minchà e Arvith ore 19.00
II GIORNO DOMENICA 20 SETTEMBRE
Schachrit e Musaf (suono dello shofar) ore
08.30
Tashlich (Piazza dei Martiri) ore 17.45

Minchà e Arvith ore 19.00
Uscita festa ore 19.55

DIGIUNO DI GHEDALIA’
LUNEDI 21 SETTEMBRE
Inizio ore 05.34
Termine ore 19.48
 
YOM KIPPUR
VIGILIA DOMENICA 27 SETTEMBRE
Selichot ore 05.30
Preghiera defunti Certosa ore 10.00
Minchà con mod’à ore 13.00
Accensione dei lumi e inizio digiuno ore 18.30
Kol Nedarim e Arvith ore 18.45
LUNEDI 28 SETTEMBRE
Shachrit e Musaf ore 08.30
Lettura Sefer ore 11.30
Commemorazione dei defunti ore 13.00
Musaf ore 14.00
Minchà ore 15.45
Neilà ore 17.45
Suono dello shofar ore 19.32
Termine del digiuno ore 19.47
 
SUCCOT
VIGILIA VENERDI 2 OTTOBRE
Accensione dei lumi ore 18.30
Minchà e Arvith ore 18.30
I GIORNO SABATO 3 OTTOBRE
Shachrit e Musaf ore 09.00
Minchà e Arvith ore 18.30
II GIORNO DOMENICA 4 OTTOBRE
Shachrit e Musaf ore 09.00
Minchà e Arvith ore 18.30
Uscita della festa ore 19.30

HOSHA’ANA’ RABBA’
VIGILIA GIOVEDI 8 OTTOBRE
Arvith ore 19.00
Tikkun con il suono dello shofar
VENERDI 9 OTTOBRE
Shachrit e Musaf (suono dello shofar) ore 07.00
 
SHEMINI’ ATZERET
VIGILIA VENERDI 9 OTTOBRE
Accensione dei lumi ore 18.22
Minchà e Arvith ore 18.15
SABATO 10 OTTOBRE
Shachrit e Musaf (mashiv ha ruach) ore 09.00
Minchà e Arvith ore 18.15
Dopo arvith si celebrerà la funzione delle Haccafot
 
SIMCHAT TORA’
DOMENICA 11 OTTOBRE
Shachrit e Musaf ore 09.00
Benedizione dei bambini
Minchà e Arvith ore 18.15
Uscita della festa ore 19.17
 
CHANNUCCA’
VIGILIA VENERDI 11 DICEMBRE
Minchà ore 16.00 con accensione I lampada
Arvith di seguito
I GIORNO SABATO 12 DICEMBRE
Orari dello shabbat
 
DIGIUNO DEL 10 DI TEVETH
DOMENICA 27 DICEMBRE
Inizio ore 06.15
Temine ore 17.24
Minchà con comm. dei deportati ore 13.00
 
ROSH HASHANA’ LAILANOT
(Tu Bishvat sabato 30 gennaio 2010)
VIGILIA VENERDI 29 GENNAIO
Arvith ore 19.30
Dopo Arvith si svolgerà il tradizionale Seder in mensa
 
GIOVEDI 25 FEBBRAIO
Digiuno di Ester anticipato: inizio ore 5.11 - termine ore 18.40
Minchà ore 13.30
 
PURIM
VIGILIA SABATO 27 FEBBRAIO
Minchà ore 17.45
Arvith con lettura della Meghillà ore 18.30
DOMENICA 28 FEBBRAIO
Shachrit con lettura della Meghillà ore 8.30
 
DOMENICA 28 MARZO
Bedichat Chametz a sera

PESACH 30 MARZO - 6 APRILE
VIGILIA LUNEDI 29 MARZO
DIGIUNO DEI PRIMOGENITI
Inizio 05.32 - termine 20.19
Shachrit con sjium Massachtà ore 7.30
(coloro che assistono possono interrompere il digiuno)
Bijur Chamez entro e non oltre le ore 10.30 (divieto di cibarsi di pane e cibi lievitati)
Accensione dei lumi ore 19.17
Minchà e Arvith ore 19.30
I GIORNO MARTEDI 30 MARZO
Shachrit e Musaf (morid ha tal) ore 09.00
Minchà e Arvith ore 19.30
II GIORNO MERCOLEDI 31 MARZO
Shachrit e Musaf ore 09.00
Minchà e Arvith ore 19.30
Uscita festa ore 20.15
VIGILIA (6° giorno) DOMENICA 4 APRILE
Acc. dei lumi ore 19.25
Minchà e Arvith ore 19.30
VII GIORNO LUNEDI 5 APRILE
Shachrit e Musaf ore 09.00
Minchà e Arvith ore 19.30
VIII GIORNO MARTEDI 6 APRILE
Shachrit e Musaf (Benedizione dei bambini) ore 09.00
Minchà e Arvith ore 19.45
Uscita della festa ore 20.33
 
YOM HA ZIKARON
LUNEDI 19 APRILE
Minchà e Arvith con il suono dello shofar ore 20.00
 
YOM HA ATZMAUT
MARTEDI 20 APRILE
Shachrit ore 07.30
 
SHAVUOTH
E’ consuetudine portare i fiori al Tempio la vigilia fino alle ore 13.00
VIGILIA MARTEDI 18 MAGGIO
Acc. dei lumi ore 20.20
Minchà e Arvith ore 20.30
I GIORNO MERCOLEDI 19 MAGGIO
Shachrit e Musaf ore 09.00
Minchà e Arvith ore 19.30
II GIORNO GIOVEDI 20 MAGGIO
Shachrit e Musaf (con benedizione dei bambini) ore 09.00
Minchà e Arvith ore 20.30
Uscita della festa ore 21.32
 
DIGIUNO DEL 17 TAMUZ
MARTEDI 29 GIUGNO
Inizio ore 03.28
Termine ore 21.50
Minchà ore 13.30
 
TISH’A’ BE AV
VIGILIA LUNEDI 19 LUGLIO
Arvith e Inizio digiuno ore 20.48
MARTEDI 20 LUGLIO
Shachrit ore 07.30
Minchà ore 13.30
Termine digiuno ore 21.45
  http://www.comunitadibologna.it/index.php?option=com_content&task=view&id=495&Itemid=1
 

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